Veröffentlicht: 23.02.2018

Quando saranno estratti tutti i Bitcoin?

Quando saranno estratti tutti i Bitcoin?

Quando saranno estratti tutti i Bitcoin? I Bitcoin, ideati il 3 gennaio 2009 con le prime 50 unità, sono il primo esempio di un numero crescente di criptovalute. Il termine “criptovaluta” fa riferimento a una serie di monete virtuali decentralizzate e distribuite su Internet.

Dopo il recente boom dei Bitcoin e di altre valute di questo tipo, le criptovalute stanno avendo un enorme aumento di popolarità: tutti vogliono partecipare a quella che viene considerata una nuova “corsa all’oro”. In effetti, questo confronto non è esagerato.

Come avveniva in passato con il prezioso oro, anche la maggior parte delle criptovalute può essere “estratta”. Proprio come una risorsa naturale, queste monete non sono illimitatamente disponibili. È inevitabile, quindi, che ci sia un aumento di valore all’aumentare della domanda, che l’offerta (cioè la disponibilità) diminuisca e alla fine ristagni completamente.

Cosa significa “estrazione”? Gli aspetti tecnici del Bitcoin Mining

Il termine “estrazione”, o “mining”, si riferisce al processo di verifica delle criptovalute, la nuova generazione di singole unità di valuta. Il mining è una caratteristica inerente al sistema, progettato per rendere attraente questo tipo di moneta. La tecnologia della criptovaluta si basa proprio sull’avere un’ampia rete di utenti indipendenti per soddisfare le esigenze di decentramento.

Quando saranno estratti tutti i Bitcoin? Vale ancora la pena iscriversi?

Il sistema di ogni criptovaluta basata su Bitcoin è il c.d. “blockchain”. Fondamentalmente questo è un grande database che può essere immaginato come una “catena” di blocchi di dati. Un metodo crittografico aggiunge nuovi blocchi alla blockchain che contiene le ultime transazioni e le creazioni di valore.

I nuovi blocchi sono generati dai computer della rete Bitcoin, che condividono la potenza di calcolo risolvendo il compito impostato dalla blockchain. Una volta generato un nuovo blocco, le unità monetarie determinate verranno distribuite agli utenti che hanno contribuito a risolvere il compito.

In questo modo, entrano in circolazione sempre più unità di criptovaluta. Questo sistema è governato principalmente dalla difficoltà dei compiti posti dalla blockchain e dal numero di Bitcoin distribuiti per blocco.

Per un verso, la complessità delle attività aumenta, quindi nel tempo deve essere applicata una quantità sempre maggiore di potenza di calcolo (attualmente questo accade circa ogni due settimane).

Per l’altro, il numero di Bitcoin per i nuovi blocchi è in continua diminuzione. Questo è regolato dal principio del “dimezzamento”: il sistema determina il numero dei blocchi la cui resa tende a dimezzarsi in un periodo di pochi anni.

Ciò accresce la domanda delle monete, il cui valore aumenta e attira sempre più utenti a partecipare al business. I Bitcoin sono quindi capaci di autoregolarsi.

Estrazione dei Bitcoin: ne vale ancora la pena oggi?

Quando saranno estratti tutti i Bitcoin? Per rispondere a questa domanda, diamo un’occhiata alla storia del mining.

Fin dai loro inizi nel 2009, i Bitcoin hanno subito una trasformazione radicale. Se le attività necessarie per scavare nuovi blocchi all’inizio erano semplici, la loro difficoltà è andata via via aumentando.

Il risultato è stata una vera e propria corsa agli armamenti. Si è cercato di ottenere vantaggi con hardware sempre migliori, più veloci e ottimizzati. E avere quindi migliori opportunità di guadagni con i nuovi Bitcoin.

All’inizio era sufficiente un semplice computer di casa. La potenza di calcolo di un processore standard era facilmente in grado di eseguire il mining. Gli sviluppatori si resero presto conto che i processori delle schede grafiche erano particolarmente adatti per risolvere i problemi aritmetici posti dall’algoritmo blockchain.

Alcuni utenti hanno costruito interi blocchi di schede grafiche a casa per migliorare le loro prestazioni. Ma anche ciò alla fine è stato inutile, poiché questo processo ha consumato molta energia esclusivamente per il raffreddamento dei sistemi.

L’hardware progettato specificamente per il mining era in grado di svolgere queste attività ancora meglio e in modo più economico. Questo è chiamato ASIC: “circuiti integrati specifici dell’applicazione”. Tali circuiti sono stati lanciati verso la fine del 2011.

Si tratta fondamentalmente di microchip appositamente programmati per uno scopo specifico. Nel caso dei Bitcoin, sono programmati per risolvere i compiti della blockchain in modo molto efficiente.

Attualmente, è disponibile una serie di altre opzioni, come il cloud mining, in cui è possibile noleggiare la potenza di calcolo da un provider ed estrarre i Bitcoin.

La Legge di Moore

Una teoria particolarmente interessante sul momento in cui tutti i Bitcoin saranno estratti è la “Legge di Moore”. È stata formulata da Gordon Moore, uno dei co-fondatori della società Intel, già nel 1965.

Questa dice che la potenza di calcolo disponibile al mondo raddoppia sempre in un determinato periodo di tempo. Tale periodo è attualmente di circa 18 mesi e può essere effettivamente osservato nella realtà del computer business.

Quindi, si può affermare che la complessità dei compiti da risolvere nella blockchain deve teoricamente raddoppiare ogni 18 mesi per rimanere a un livello costante. Tuttavia, dato che sempre più nuovi utenti entrano nel Bitcoin mining, è probabile che la complessità aumenti più rapidamente di così.

Quando saranno estratti tutti i Bitcoin?

Con l’aiuto della potenza di calcolo attualmente disponibile e della legge di Moore, possono essere fatte alcune ipotesi sul tempo necessario per estrarre tutti i Bitcoin.

Al momento, ci sono 16.782.587 unità della criptovaluta Bitcoin. Si prevede che alla fine della fase mining esisteranno 21.000.000 di BTC. Secondo i calcoli, si presume che gli ultimi Bitcoin saranno estratti nel 2140.

Tuttavia, questo dipenderà da una serie di fattori, come gli sviluppi dei computer negli anni a venire e i dimezzamenti ancora in atto.

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