Veröffentlicht: 23.02.2018

MonaCoin

Cos’è MonaCoin?

MonaCoin, chiamata semplicemente MONA, è una piattaforma open source per le valute crittografiche, creata nel gennaio 2014. MonaCoin, però, è anche il nome della prima criptovaluta del Giappone. La piattaforma consente di trasferire somme di denaro digitale a persone che si trovano in ogni parte del mondo.

Secondo Mona News sono milioni gli utenti, uomini d’affari e privati, che utilizzano come metodo di pagamento i MonaCoin attraverso il portafoglio MonaCoin.

La piattaforma possiede un totale di 105.120.000 monete ed è in grado di creare un blocco in 1,5 secondi. Ciò rende i MonaCoin molto più veloci di diverse altre critpovalute presenti sul mercato. Con un tempo di blocco veloce, ci saranno molte transazioni che possono essere verificate e completate in un tempo brevissimo.

MonaCoin funziona con dispositivi Linux, Windows e Mac OS. Gli esperti affermano che uno dei motivi, per cui la valuta MonaCoin ha acquisito rapidamente popolarità, è il fatto che il suo tempo di blocco è molto veloce. In ogni blocco, inoltre, possono essere convalidate 50 monete.

Come funziona MonaCoin?

MonaCoin non è solo una semplice piattaforma da utilizzare con il portafoglio MonaCoin per i trasferimenti di denaro. Gli utenti vi possono anche acquistare o vendere i MonaCoin. Le monete possono essere utilizzate per acquistare beni e servizi su internet, ma possono anche essere emesse.

Un utente alle prime esperienze con le criptovalute, deve però tenere presente che il processo di mining può rivelarsi un compito piuttosto difficile. Sulla piattaforma MONA Coin è possibile anche acquistare e fare trading, ma prima è necessario eseguire diverse ricerche e comprendere le nozioni di base.

Per avere un aiuto ci si può rivolgere ai cosiddetti broker MonaCoin, che possono dare dei preziosi consigli su come investire saggiamente.

Le tendenze dei prezzi

Il MonaCoin, che è basato su Scrypt, ha una capitalizzazione di mercato di circa 837 milioni di dollari, fattore che lo colloca al 32° posto. Tuttavia si stima che circa il 90% dei suoi utenti sia residente al di fuori del Giappone. Solo poche altre criptovalute hanno suscitato un tale interesse con la stessa diffusione geografica degli utenti.

Almeno cinque e-shop con negozi anche di tipo tradizionale, oltre ai siti di aste, accettano al momento i MonaCoin come metodo di pagamento. Questa valuta è scambiata anche in cinque Borse: tre in Giappone, Ybex cinese e AllCoin.com.

Osservando il grafico dell’andamento dei MonaCoin riguardante un periodo di 90 giorni, si può avere l’impressione di essere di fronte a una mini versione del grafico triennale dei Bitcoin.

È salito da un valore di flatline di circa 0,50 dollari, di inizio ottobre 2017, a un massimo di oltre 15 dollari a dicembre. Da allora è quotato al 32° posto con una capitalizzazione di mercato di 837 milioni di dollari.

Il Giappone vuole qualcosa di giapponese

Il successo di questa criptovaluta potrebbe anche essere il risultato del desiderio nipponico di produrre una propria versione originaria di valuta digitale con informazioni nella propria lingua. Per anni, infatti, i giapponesi hanno evitato Facebook e utilizzato piattaforme social sviluppate in loco come Mixi.

L’unico svantaggio consisteva nel fatto che non erano aperte a coloro che non erano residenti in Giappone. I prodotti Apple e gli smartphones in generale hanno richiesto molto più tempo per penetrare nel mercato giapponese, visto che i nipponici potevano far uso di altri dispositivi connessi a internet.

Il cosiddetto “Effetto Galapagos” nella tecnologia e nell’intrattenimento è praticamente inevitabile, se si vive su un arcipelago abitato da 125 milioni di persone unite dall’uso di una stessa lingua. Inoltre la documentazione, il materiale per gli sviluppatori, i forum e la maggior parte delle informazioni online sui Bitcoin sono in lingua inglese.

A questo punto è facile capire perché alcune persone in Giappone abbiano voluto sviluppare una propria criptomoneta. Keiichi Hida, un vero fanatico delle valute digitali e noto lobbista, al Rising Bitcoin Japan di Tokyo ha affermato che è importante possedere qualcosa con cui le persone possano relazionarsi.

Hida usa i MonaCoin e ha creato, insieme ai suoi amici, la Fondazione MonaCoin. Con alcuni seminari, tenuti a Tokyo e a Osaka, la fondazione ha promosso l’uso di criptovaluta in Giappone. Diversamente dai Bitcoin, i principali sviluppatori di MonaCoin non sono, però, membri della fondazione.

Chi c’è dietro la criptovaluta?

Il MonaCoin è una valuta crittografica open source decentralizzata; ha avuto origine dai Litecoin e ha fatto la sua comparsa in Giappone nel gennaio 2014. A differenza della sua controllante, la fornitura in moneta è stata impostata in modo quadruplo rispetto ai Litecoin (105 milioni).

I problemi di mining si focalizzano su ogni pezzo prodotto e vengono risolti con l’utilizzo di difficoltosi livelli Dark Gravity Wave.

La moneta ha tempi di consegna che si aggirano attorno a 1,5 minuti, decisamente più veloci dei 2,5 minuti occorrenti per i Litecoin. I MonaCoin vengono rilasciati con un pre-mine dello 0%.

La valuta MonaCoin è stata presentata nel dicembre 2013 sul mega forum di internet 2channel in versione giapponese. 2channel, con i suoi oltre 600 forum attivi che trattano ogni argomento immaginabile, viene considerato come il non plus ultra della cultura giapponese per ciò che riguarda il web.

Poiché l’attenzione viene posta su qualsiasi argomento di interesse pubblico, 2channel è uno dei siti più popolari del Giappone.

Chi è Mr. Watanabe?

Lo sviluppatore della criptovaluta giapponese si è presentato sul forum con lo pseudonimo di Mr. Watanabe. Tutti sanno che non ha mai rivelato la sua vera identità. Gli utenti di MonaCoin sono però quasi sicuri che Mr. Watanabe sia giapponese. Tuttavia i Mona non sono destinati a divenire una “criptovaluta nazionale”, seguendo lo stile degli Auroracoin islandesi.

Sul forum, nel suo post originale con la presentazione dei MonaCoin, Mr. Watanabe ha comparato l’acquisto della moneta virtuale a un videogame. L’obiettivo dovrebbe essere quello di scoprire tutte le varie possibilità offerte dalla criptovaluta.

Insomma, proprio come in giochi come Final Fantasy XIV e DragonQuest, dove si potevano guadagnare monete per perseguire determinati obiettivi. I MonaCoin vengono però emessi solo ed esclusivamente nella rete MonaCoin.

“Sto esponendo questo molto chiaramente, quindi non dovrebbero esserci equivoci”, ha scritto poi nel suo post Mr. Watanabe.

Conclusione

MONA è una valuta crittografica di base pensata per le micro-transazioni; il suo successo dipende dall’aumento degli appassionati del settore in Giappone. La valuta non è ancora riconosciuta a livello globale e questo rappresenta un’ottima prospettiva per uno sviluppo eccezionale dei portafogli.

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